Fotografia in pillole: 3 cose che vorresti sapere sulla composizione fotografica

La composizione fotografica è l’equivalente della grammatica nel linguaggio ed è un aspetto fondamentale per ottenere narrazioni visive davvero efficaci.

Sono sicura che spessissimo di capita di scattare una fotografia, soprattutto quando il tuo scopo è quello di creare dei contenuti per i tuoi profili social. Ma…quante volte ti è successo di non essere soddisfatto dell’immagine ottenuta? Quante volte hai “visto” qualcosa che non hai più ritrovato nel tuo scatto? 

E’ capitato un’infinità di volte anche a me, prima che cominciassi a studiare, a sperimentare e a capire che la fotografia – in quanto linguaggio – segue delle regole. Imparare a fotografare significa imparare la grammatica della fotografia, tanto per cominciare. 

Tieni presente che: 

tutti possono imparare a realizzare una buona fotografia, non tutti diventano fotografi e non tutti i fotografi diventando grandi fotografi. 

Detto questo, se quello che ti interessa è migliorare la qualità delle tue foto, puoi cominciare imparando piccoli trucchi, tecniche ed accorgimenti, tanto semplici quanto efficaci, se ti curerai di esercitarti e metterli in pratica.  

Rimanendo nella metafora del linguaggio, diciamo che la composizione rappresenta la grammatica che ci indica come ordinare il soggetto e la luce (le parole) per ottenere una narrazione efficace in termini di risposta emotiva di chi osserva. 

In questo post ti parlo di 3 semplici cose che vorresti sapere sulla composizione fotografica

  1. l’inquadratura 
  2. il posizionamento
  3. il punto di ripresa 
Prima doverosa distinzione: composizione e inquadratura

L’inquadratura è sostanzialmente la scena che scegliamo di racchiudere nella nostra immagine. 

La composizione riguarda invece l’organizzazione dell’immagine o, più nello specifico, è la disposizione degli elementi di un immagine. 

L’inquadratura è la prima decisione che prendi quando scatti una foto. 

La composizione è data dalla combinazione di diversi elementi: 

l’ inquadratura, il posizionamento del soggetto, la suddivisione dell’immagine, la grafica, il punto di ripresa, le ottiche, il movimento, il colore, la giustapposizione e la combinazione. 

 Il fatto che un’immagine possa risultare più o meno gradevole consegue al rispetto di alcuni principi e regole che tengono conto del funzionamento della percezione visiva, in sostanza di come guardiamo la realtà. 

4 principi basilari di riferimento nella composizione fotografica 

IL RIBALTAMENTO

E’ una tecnica compositiva funzionale alla suddivisione dello spazio e alla collocazione dei soggetti all’interno di un’ immagine rettangolare. Parte dal principio per il quale prendendo i lati minori di un rettangolo è possibile suddividerlo in due quadrati. Il ribaltamento si ottiene immaginando di riportare i lati corti del rettangolo su quelli lunghi e costruendo mentalmente il quarto lato del quadrato. Si sostiene che si possa ottenere un effetto gradevole se in un’immagine rettangolare il soggetto venga posizionato su uno dei due lati immaginari dei quadrati ottenuti. 

LA REGOLA DEI TERZI

Si divide l’inquadratura mediante il ricorso a linee verticali ed orizzontali perpendicolari tra loro e il soggetto si colloca lungo queste linee o su uno dei punti di intersezione. 

LA SEZIONE AUREA

Si fonda sull’idea che linee suddivise in maniera proporzionata e quindi secondo un rapporto specifico risultino più armoniose e gradevoli. Una linea c costituita da due parti a e b (con a minore di b) risulta suddivisa secondo una sezione aurea quando in sostanza il rapporto a:b è uguale al rapporto b:c. Un’immagine rettangolare contiene 4 punti aurei corrispondenti agli estremi dei segmenti aurei, ossia 4 punti più adatti dove collocare il o i soggetti più interessanti

IL TRIANGOLO E LA SPIRALE AUREA

A partire dalla sezione aurea è possibile ottenere delle figure geometriche che aiutano nella composizione. 

Esercizio per te

Scegli un soggetto e prova a realizzare degli scatti testando effettivamente come cambia la gradevolezza di un’immagine spostando semplicemente il soggetto all’interno dell’inquadratura. 

IL POSIZIONAMENTO

Il posizionamento ha a che fare con la disposizione del tuo soggetto all’interno del rettangolo del fotogramma e la sua vicinanza agli altri elementi

Parlando di composizione fotografica, un concetto che vorrei a questo punto introdurti è il peso visivo, ossia il grado di attrattiva di un elemento dell’immagine: più un elemento è visivamente pesante, più attira l’attenzione distogliendola dagli altri elementi presenti nell’inquadratura. Per ottenere una composizione equilibrata è perciò importante bilanciare la distribuzione del “peso” all’interno della nostra immagine. 

8 fattori che INFLUENZANO il peso VISIVO
  1. la grandezza fisica: a parità di condizioni, nella composizione fotografica un elemento più grande avrà più peso rispetto ad uno più piccolo;
  2. i colori: i colori più vivaci hanno maggior peso rispetto a quelli più tenui; il rosso ad esempio è più pesante del blu;
  3. la forma: un elemento risulta più pesante se ha una forma e regolare, compatta e verticale;
  4. il tono: il bianco ha più peso del nero, quindi nella composizione l’elemento nero dovrà essere più grande di quello bianco per controbilanciarlo;
  5. la posizione: gli elementi a destra risultano più pesanti visivamente di quelli a sinistra; per ottenere equilibrio dovremo perciò cercare di appesantire gli elementi posizionati a sinistra;
  6. il piano: attribuiamo meno peso ad un elemento posizionato in primo piano, rispetto allo stesso elemento posizionato in lontananza; allo stesso modo, ciò che appare prossimo al margine superiore dell’immagine avrà più peso; 
  7. il contrasto: un elemento che contrasta con ciò che lo circonda avrà un peso maggiore; 
  8. l’interesse: attribuiamo un peso maggiore a ciò che ci sempre interessante.  

Il concetto di peso visivo ti fa intuire facilmente che per ottenere un’immagine equilibrata è importante bilanciare il peso visivo degli elementi presenti: un oggetto piccolo con uno grande, uno spazio chiaro con uno scuro, uno spazio negativo (vuoto) con uno positivo (pieno). 

Il nostro senso dell’equilibrio influisce notevolmente su come reagiamo agli elementi visivi: ricerchiamo equilibrio in tutto quello che vediamo. Tienine conto.

Torniamo al posizionamento del soggetto nella nostra immagine. 

Soggetto al centro

Il baricentro delle composizioni si trova il più delle volte al centro dell’inquadratura, per cui per rendere più equilibrata un’immagine, la scelta di posizionare il soggetto al centro è una valida opzione, soprattutto nei ritratti.

Soggetto decentrato

La scelta di collocare il soggetto lontano dal centro risponde a due esigenze: la prima è di rendere più naturale lo scatto; la seconda è di creare un rapporto definito tra il nostro soggetto e lo sfondo. Se poni il tuo soggetto al centro, toglie spazio allo sfondo e lo ridimensiona, un soggetto leggermente decentrato consente di esibire anche l’ambientazione. Decentrare un elemento contribuisce inoltre a conferirgli maggior peso, per cui in presenza di altri elementi, per mantenere condizioni di equilibrio compositivo, un buon accorgimento è quello di collocare elementi piccoli e più o meno insignificanti ai margini, per controbilanciare. 

Estremo

La scelta di collocare un soggetto ai punti estremi dell’inquadratura, come un angolo o un margine, deve rispondere a ragioni ben precise, altrimenti finisce col sembrare semplicemente sbagliato. Uno dei motivi – ad esempio – potrebbe essere quello di dare maggior rilievo allo sfondo. 

Destra e sinistra

Dal momento che leggiamo da sinistra verso destra, connotiamo il lato sinistro dell’immagine come quello legato al passato, a ciò che è definito, tangibile, mentre il lato destro al futuro, a ciò che è indefinito e lontano. Allo stesso modo, se in un’immagine è presente un elemento che suggerisce un movimento verso destra, questo viene percepito come movimento verso il futuro e anche come più scorrevole perché corrisponde alla tendenza naturale dell’occhio a spostarsi in quella direzione. Un movimento verso sinistra invece tenderà ad essere percepito più vigoroso, ma più lento. Per sperimentare questo cambiamento di percezione, puoi provare semplicemente a ribaltare specularmente un’immagine e ad osservare come cambiano le tue percezioni. 

Esercizio per te

Per esercitarti, scegli alcuni oggetti con forme diverse, disponili su un ampio vassoio rettangolare e divertiti a posizionarli in maniere diverse, osservando come cambia l’equilibrio della tua composizione.

IL PUNTO DI RIPRESA

Una volta scelto il soggetto che vuoi fotografare, una valutazione importante che devi fare per una buona composizione fotografica è da quale punto puoi rivelare il suo lato migliore o più interessante? Devi scegliere, cioè, il punto di ripresa. 

frontale

Ha il pregio di essere diretto e immediato e di mantenere le linee principali rette e ortogonali, in altre parole, evita distoriosioni fastidiose. perché funzioni è importante che tu centri tenga la fotocamera centrata e diritta. 

dall’alto

Il bello di questo tipo di inquadratura risiede nella sua capacità di mostrarci le cose distese davanti a noi. 

dal basso

La scelta di un punto di vista abbassato può tornarti utile quando vuoi eliminare parte del primo piano, come una strada o un marciapiede. Scattare sulle ginocchia, invece che in piedi, consente inoltre di introdurre delle linee oblique e di conferire maggiore tensione all’immagine. 

attraverso

Utilizzare un punto di ripresa non sgombro, ossia con degli elementi sfocati in primo piano, crea l’illusione di sbirciare attraverso qualcosa. Si tratta di un approccio diverso che contribuisce a dare l’impressione a chi osserva di trovarsi sul posto e di scoprire da sé la veduta. 

ravvicinato

La scelta di scattare ad una ridotta distanza dal soggetto e alla sua altezza, crea un legame spesso emotivo, per quanto e di contro sia facile sentirsi a disagio. Cosa diversa è il close-up, ossia l’ingrandimento di soggetti piccoli. 

distante

Distinzione importante da fare tra lontananza fisica e senso della distanza. quando il soggetto è distante, basta ricorrere ad un teleobiettivo per avvicinarlo. se vuoi vedere pi dettagli di qualcosa, riempi l’inquadratura, uno dei vantaggi più efficaci del teleobiettivo. Verrebbe però a mancare il senso della distanza, che non dipende affatto dall’obiettivo. Dipende dagli indizi visivi che mostrano la distanza tra il soggetto e la fotocamera. Da tenere presente: quanto più un soggetto è lontano, tanto più apparirà sfumato, per effetto del pulviscolo sospeso dell’aria. Noi tendiamo a dare per scontato che anche nelle immagini sia così, ossia che i soggetti più sfumati siano più distanti. E’ il fenomeno della prospettiva aerea: in un paesaggio, le colline in lontananza diventano sempre più sfumate.

Esercizio per te

Per divertirti, prova a sperimentare questi diversi punti di ripresa, sperimenta quale si adatta meglio a quale situazione e, soprattutto, quali variazioni ogni angolazione ti suggerisce.

Siamo giunti alla fine di questo breve percorso attraverso la composizione fotografica. Se sei uno che sperimenta, che ama passare dalla teoria alla pratica per scoprire cosa funziona e come, sarei felicissima se condividessi con me i tuoi risultati.

Scrivimi pure nei commenti o utilizzando i miei contatti.

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